Questo dialogo si estende negli spazi ZEGNA di tutto il mondo, nell'ambito di un impegno più ampio verso l'arte. ZEGNART è il programma di arte e cultura di ZEGNA. Riflette il lungo impegno del brand nei confronti dell'arte, radicato nella visione del fondatore Ermenegildo Zegna, e abbraccia tutte le iniziative artistiche del brand—passate, presenti e in continua evoluzione attraverso le generazioni della famiglia Zegna.
DEDICATO ALLE PERSONE CHE SEDENDOSI QUI NE PARLERANNO
Scultura in cemento.
Nata per un progetto avviato a Trivero nel 2000 a sostegno di iniziative sociali, culturali e ambientali, quest'opera si compone di una serie di panchine in cemento distribuite per la città. Ciascuna porta il ritratto di uno o due cani del luogo, identificati attraverso una collaborazione con i bambini delle scuole elementari e le loro famiglie. Per Garutti, il cane diventa un modo di parlare di cura, affetto e appartenenza. Più che semplice arredo urbano, queste panchine sono ritratti di una comunità – e inviti a sedersi, ritrovarsi e dialogare.
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UNTITLED COBWEB (KNOTS AND CROSSINGS)
(RAGNATELA SENZA TITOLO: NODI E INCROCI)
2013
Vernice acrilica, timbri in gomma, metallo.
Centinaia di timbri in gomma, ciascuno recante un nome coloniale di strada cancellato dalla mappa di Mumbai e sostituito con uno locale, vengono intrecciati nella forma di un'elaborata ragnatela – simbolo evocativo del tempo. La storia stratificata della città – soppressa, rinominata, poi rivendicata – si regge in qualcosa di fragile, complesso ma resistente. Quest'opera è una variante della commissione su grande scala installata per la prima volta sulla facciata del Dr. Bhau Daji Lad Museum di Mumbai, realizzata per la collezione Zegna.
Michelangelo Pistoletto
WOOLLEN – THE REINSTATED APPLE
(WOOLLEN – LA MELA REINTEGRATA)
2007
Polistirene, lana, alluminio.
Una mela in lana si erge all'ingresso della sede. Per Pistoletto, la mela morsicata è un simbolo universale della natura interrotta dall'artificio umano, e sostiene che l'artificio deve tornare alla natura per completare il ciclo. La lana incarna questa logica: la pecora copre l'uomo, ricresce il suo vello e ricomincia. Suo padre, Ettore Pistoletto Olivero, fu incaricato da Ermenegildo Zegna nel 1947 di dipingere i cicli della lavorazione della lana — opere che accolgono tuttora i visitatori nel nostro Lanificio di Trivero. Il padre ha documentato il nostro mestiere. Il figlio lo distilla in un unico oggetto, il più denso di significati tra i simboli storici.
I TELEPATI
2011
Installazione con pietre di fiume della zona di Biella, vernice, hardware.
Modellate dal tempo, queste grandi pietre di fiume dipinte con volti sono disseminate a Trivero – mimetizzate nel paesaggio, a vigilare sulla città come antiche figure tutelari. Ma queste teste silenziose portano una carica invisibile: ciascuna è un elemento della rete Wi-Fi gratuita che Arienti ha costruito per offrire un servizio alla comunità. Pietra e internet, il materiale più antico e quello più nuovo fusi in un'unica opera: una rete giocosa di teste pensanti, attivate dai cittadini del paese.
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Emilio Vavarella
L'ALTRA FORMA DELLE COSE (AAS47692 / PICEA ABIES)
2022
Rack server, stampa e cucitura su tessuti di Bielmonte, luci LED.
Vavarella ha estratto il DNA dell'abete rosso – un albero piantato a migliaia da Ermenegildo Zegna a partire dal 1929 per trasformare un versante brullo nel paesaggio di Oasi Zegna – e ha tradotto la sua sequenza genetica in un tessuto attraverso un software appositamente sviluppato.
Il rimboschimento produce uniformità genetica. Con ogni albero che condivide un codice identico, la foresta diventa un unico, vasto copia-incolla vivente. La scelta di utilizzare il telaio Jacquard per intessere il codice non è casuale: è considerato il primo macchinario programmabile e diretto antenato del computer moderno. Il codice della natura, restituito al tessuto.
UNTITLED (ZEGNA SHOT #03), 2011
UNTITLED (ZEGNA SHOT #06), 2011
Stampa cromogenica montata su plexiglass.
Thiel ha puntato il suo obiettivo verso l'interno del nostro Lanificio a Trivero, scoprendo tra i suoi complessi macchinari un inatteso mondo di astrazione e ritmo visivo. Attraverso la prospettiva e la specularità, i fili del telaio si moltiplicano oltre i confini dell'inquadratura in densi campi simmetrici di linee e colori. Queste fotografie sono insieme ritratti del cuore pulsante di Zegna e una meditazione su pattern, ripetizione, e sull'incontro tra artigianalità e innovazione tecnologica su cui il brand è stato fondato.
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Ding Yi
APPEARANCE OF CROSS, 2010-14
APPEARANCE OF CROSS, 2010-15
(APPARIZIONE DELLA CROCE)
Tempera e tecnica mista su tela.
La pratica di Ding Yi si fonda su un unico gesto ripetuto: la croce. Strati di linee verticali, orizzontali e diagonali si intersecano sulla superficie, trasformando un segno semplice in qualcosa di meditativo e vasto. La croce indica una posizione precisa, ma è anche il simbolo dell'artigianalità sartoriale, iconica nel mondo di ZEGNA. Qui ogni segno e ogni punto è testimonianza della mano dell'artista o dell'artigiano. Queste opere sono nate da una visita al nostro Lanificio di Trivero, dove la struttura del tessuto ha offerto un parallelismo naturale con il linguaggio visivo di Ding Yi e con il patrimonio artigianale di ZEGNA.
Dan Graham
PAVILION
(PADIGLIONE)
1996
Maquette in tecnica mista.
Una struttura di vetro e specchio: trasparente, riflessiva. Il punto in cui ci si trova determina ciò che si vede – il mondo al di là, o la propria immagine restituita. Il Pavilion di Graham indaga la relazione tra soggetto e oggetto, pubblico e privato, interno ed esterno.
Quest'opera è stata l'ispirazione per il lavoro in scala reale realizzato nella Valle del Rododendro a Oasi Zegna – un territorio naturale di 100 km² sulle Alpi dell'Italia settentrionale e sede del nostro Lanificio. A questa scala, funziona insieme come prototipo e come invito a osservare il proprio ambiente con una nuova oggettività.
Lucy and Jorge Orta
FABULAE ROMANAE
(FAVOLE ROMANE)
2012
Tecnica mista, tessuti ZEGNA.
Lucy e Jorge Orta trascorrono da tre decenni a creare rifugi, indumenti e strutture che esplorano il modo in cui gli individui si relazionano con la comunità, la città e l'ambiente. Commissionato da Ermenegildo Zegna per il Museo MAXXI di Roma, Fabulae Romanae riunisce la scultorea Refuge Wear – habitat portatili che fondono architettura e abbigliamento – accanto agli eterei Spirits, figure che portano il pulsare della città, ispirate dal poeta Mario Petrucci.
L'installazione è realizzata con i tessuti Zegna, scelti per le loro prestazioni e la loro risonanza simbolica con protezione e movimento – un punto di incontro tra i valori di due collaboratori uniti da un comune impegno verso l'etica e il mestiere.
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